La Dr.ssa Rita Schiffer è medico, missionaria e dal 1997 direttrice dell’ospedale di Attat in Etiopia. Specialista in ginecologia, è responsabile della chirurgia ginecologica e dell’assistenza chirurgica nelle emergenze in una delle regioni più povere del Paese – un’area in cui l’aiuto medico è spesso decisivo per la vita delle persone.
La sua storia dimostra come una singola persona possa cambiare in modo duraturo la vita di molti. In occasione della Giornata internazionale della donna abbiamo parlato con la Dr.ssa Schiffer della sua vita, della sua motivazione e delle sue esperienze.
Cosa l’ha spinta a dedicare la sua vita al servizio dei poveri in Etiopia?
La consapevolezza di quanto io sia privilegiata e fortunata per il fatto di essere nata in Europa. Vorrei mettere questo privilegio al servizio degli altri, usarlo per loro.
C’è stato un momento decisivo che ha segnato la sua vocazione?
Non c’è stato un singolo momento che abbia definito la mia vocazione, ma piuttosto lo sgomento e la frustrazione di fronte alle ingiustizie del nostro mondo. Con la mia vita vorrei oppormi a questa realtà e dare il mio piccolo contributo.
Come donna e chirurga in un contesto spesso difficile: quali sono state le sfide più grandi?
Accettare che alcuni percorsi terapeutici, che in Europa sarebbero possibili, qui non sono realizzabili.
Quali esperienze nel suo lavoro l’hanno segnata di più?
Vedere come la maggior parte delle persone qui affronta gli alti e bassi della vita: con tenacia, con fiducia in Dio loro creatore, con gratitudine e in relazione con gli altri.
Cosa possono imparare le persone qui in Europa dal suo impegno – sull’umanità, il coraggio o la solidarietà?
È un invito a riconoscere tutti i doni che ci sono stati dati – o forse anche a cercarli – e, con questo potenziale e con tutti i limiti che tutti noi abbiamo, costruire con gratitudine la vita insieme agli altri.
Quale messaggio vorrebbe dare oggi alle donne e ai giovani?
Nulla nella vita è scontato. La felicità è costruire attivamente la vita con e per gli altri, nel presente. Tu e la tua vita siete importanti per il nostro mondo, anche quando a volte ci si sente piccoli.
Cosa rende davvero forte una donna oggi?
Dire “sì” a sé stesse con tutti i propri doni e limiti e rinunciare all’illusione che nella vita tutto vada sempre liscio, ma riconoscere che le sfide ci fanno crescere.
Quale storia le è rimasta particolarmente impressa?
La mia assistente nell’ambulatorio dell’ospedale è un’ostetrica qualificata. Per cambiare un po’, avrebbe voluto lavorare in sala parto e ha presentato una richiesta di trasferimento. La richiesta è stata respinta dall’amministrazione. Era quindi comprensibile che la mattina seguente si presentasse al lavoro con gli occhi rossi e l’umore piuttosto cupo. Il lavoro della mattina si è svolto in un’atmosfera un po’ tesa, cosa che ho potuto accettare bene. Dopo la pausa pranzo, però, è tornata sorprendentemente serena e sorridente. Le ho chiesto con curiosità cosa fosse successo durante la pausa. La sua risposta è stata: “Ho pensato a tutte le cose buone che ho nella vita: un marito e dei figli, una casa, un lavoro e la salute. Non tutti i desideri si realizzano nella vita, per nessuno.” E così la questione era chiusa – e io avevo imparato molto.
Confusione di nome
Poiché veniamo spesso interpellati come Medici Senza Frontiere, desideriamo precisare che Medici dell’Alto Adige per il Mondo è un’associazione indipendente con sede a Bolzano e non ha alcun collegamento con l’organizzazione internazionale Medici Senza Frontiere.