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Dietro ad ogni centesimo c’è un essere umano.

25.05.2022

L’Associazione Medici dell’Alto Adige per il mondo tira le somme. Salute, formazione, acqua potabile: le donazioni private finanziano i progetti. Anche nel 2021, l’anno della pandemia.

1.268.361,33 euro. Ci mettiamo anche la virgola, fino all’ultimo centesimo. Nell'associazione Medici dell’Alto Adige per il Mondo, i cuori traboccano di gioia. Il bilancio delle donazioni 2021 è quasi grande come quello del 2019, l'anno prima che la pandemia di Covid scardinasse tutte le certezze. Questa è la prima assemblea, dopo due anni, in cui i membri possono nuovamente incontrarsi. Tra le persone, con le persone, per le persone.

Restiamo ancora sui numeri per un momento. Perché negli ultimi anni, il denaro ha dovuto sostituire in gran parte il contributo umano di volontari, medici, infermieri, artigiani e tecnici. Le donazioni rappresentano il 73% delle entrate dell'associazione Medici dell’Alto Adige per il Mondo. Più di due terzi di queste sono donazioni individuali private, versate da donne, uomini e bambini sudtirolesi che hanno fiducia nelle loro possibilità. "C'è solo una parola per dirlo: GRAZIE. L’enorme successo di bilancio rappresenta per le persone in Etiopia, in Nepal e in India la speranza concreta in una vita autodeterminata", dice Gabriele Janssen Pizzecco, Direttrice Generale dell'Associazione. 

Eppure, il 2021 è stato un anno difficile. I progetti che avevamo pianificato hanno vacillato perché i partner nei paesi del Sud dovevano affrontare una crisi imprevista. Il Corona Virus ha paralizzato il sistema di trasporto pubblico. Le donne malate e incinte non potevano arrivare all'ospedale. I lavoratori a giornata sono stati abbandonati, perché i cantieri erano fermi. I mercati erano senza cibo. I bambini naturalmente non ricevevano lezioni online come da noi. E la fame cresceva nei villaggi. Gabriele Janssen Pizzecco: "Era importante per noi capire quali problemi avevano i nostri partner per aiutarli dove il bisogno era maggiore".

Tradizionalmente, il lavoro dei Medici dell‘Alto Adige per il Mondo si concentra su tre aree: supporto sanitario, educazione scolastica e acqua potabile. Dal 2020, però, abbiamo anche distribuito pacchi di alimenti essenziali. La lotta contro il virus ha richiesto forniture di maschere, guanti e disinfettanti per gli ospedali. Le unità di terapia intensiva e i reparti di isolamento in Nepal e in Etiopia sono stati rinforzati per il trattamento dei malati di Covid. Grandi somme di denaro sono state investite nella costruzione di pozzi, perché l'acqua potabile doveva compensare, come profilassi, la mancanza di vaccini e di reagenti per i test.

Dove avevamo ancora fondi disponibili, tutti i progetti già avviati sono stati portati avanti. In Nepal sono sati promossi corsi di sartoria per ragazze. Tuttavia, il principale campo d’azione dell'associazione rimane l'Etiopia. Là sono in costruzione sei scuole. Un inceneritore nell'ospedale di Attat, che l'Associazione sostiene da molti anni, smaltisce ora materiale altamente settico. E infine è stata aperta la Clinica San Marco, che offre cure mediche di base ad un bacino di 25.000 utenti. Un esempio di buone pratiche: le Latterie dell'Alto Adige hanno avviato un caseificio grazie alla direzione della Latteria di Lagundo "Questo è un buon esempio di come gli aiuti allo sviluppo possono anche creare fonti di reddito", dice Gabriele Janssen Pizzecco. E la produzione della prima forma di formaggio è stata un vero successo.

Nel 2021 l’Associazione Medici dell’Alto Adige per il Mondo ha cofinanziato 35 progetti in undici paesi di quattro continenti. Questi risultati ci motivano a continuare, superando tutti gli ostacoli politici.

Due punti caldi per l'associazione nel 2022: Afghanistan e Ucraina. Nello stato talebano, l'obiettivo è quello di salvare le scuole per le ragazze, un progetto in cui il membro dell'associazione Margret Bergmann ha investito molti anni della propria vita. In Ucraina, i Medici dell’Alto Adige per il Mondo gestiscono un ambulatorio medico nel campo profughi di Vojany insieme al servizio di soccorso provinciale Croce Bianca. Medici dell'Alto Adige si recano volontariamente in Slovacchia al confine della zona di guerra per curare i rifugiati. "Non si aiuta solo mandando denaro, ma anche essendo presenti come persone", dice Toni Pizzecco, medico e presidente di Medici dell’Alto Adige per il Mondo.

Tutto ciò è possibile perché l'associazione può contare su quelli che la sostengono: la popolazione altoatesina, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Regione Trentino-Alto Adige e il Comune di Bolzano. Gli aiuti ricevuti nel 2021 ne sono una prova evidente. Continuiamo. Con le vostre donazioni. Insieme