Quando la fame è più grande della paura per il Covid-19.
Nel 2019 i Medici dell’Alto Adige per il Mondo hanno ricevuto il 7% in più di donazioni. Il Premio Helping Hands viene assegnato al medico bolzanino Manfred Brandstätter. Brucia adesso la domanda: ci saranno ancora aiuti allo sviluppo nel 2020?
All’inizio di maggio, sui computer dei soci dell’Associazione dei Medici dell’Alto Adige per il Mondo è fiorita una assemblea generale virtuale. Come ovunque. Ovunque? Anche in Etiopia? No, là l’home office è pura fantascienza. I lavoratori a giornata non hanno più lavoro. Chi vive alla giornata, tutti i giorni deve recarsi al mercato e al fiume per prendere acqua. Nei paesi che hanno bisogno del nostro aiuto, sopravvive solo chi resta in attività. “Là dove la vita è appesa ad un filo, la preoccupazione più grande è la fame, solo dopo viene la paura del Covid-19” afferma Toni Pizzecco, medico di medicina generale e Presidente dell’Associazione. Il Lock down in Africa ha oscurato dunque l’assemblea generale a Bolzano. E ancora ci si pone la domanda: come si prospettano gli aiuti allo sviluppo nel 2020?
Mobilità e umanità. Anche nel 2019 sono stati questi i fattori del successo dell’Associazione Medici dell’Alto Adige per il Mondo. Soci, collaboratori, infermiere e infermieri, medici, artigiani e volontari hanno tutti contribuito con impegno nel loro tempo libero e rafforzato così i rapporti sociali. Generosamente sostenuti dalla popolazione sudtirolese. I revisori, come sempre gratuitamente, hanno certificato la correttezza delle operazioni finanziarie.
Ecco i risultati, che ci motivano a continuare. Nel 2019 l’Associazione ha raccolto il 7% in più di donazioni rispetto al 2018. Sono stati sostenuti 24 progetti in 13 paesi. Complessivamente sono state realizzate 44 missioni di medici, volontari e artigiani.
Nella sua relazione, Toni Pizzecco evidenzia le azioni nell’Ospedale di Attat, in Etiopia. L’ospedale, con oltre 4.000 parti e 8.000 interventi chirurgici all’anno, assicura l’assistenza sanitaria di base in un bacino d’utenza di un milione di persone. Un grande progetto, che l’Associazione sostiene da molti anni. Nel 2019 vari medici specialisti hanno assicurato la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario locale. Altrettanto preziosi sono stati gli interventi di molti artigiani sudtirolesi, per i quali c’è sempre molto da fare nell’ospedale.
Tradizionalmente, il sostegno dei Medici dell’Alto Adige per il Mondo si concentra su tre assi principali: sanitario, educativo e di accesso all’acqua potabile. Per questo, nel 2019 sono stati costruiti dispensari e scuole. Mentre in primo piano restava la formazione del personale sanitario. In alcuni villaggi sono state realizzate infrastrutture idriche. Sono stati anche implementati speciali programmi di promozione della donna e dei giovani. Sempre nell’ottica generale di offrire alle popolazioni etiopi prospettive per un futuro migliore.
Oltre all’Etiopia, sono stati finanziati progetti in Eritrea, Camerun e Kenya. Si sono conclusi i progetti di ricostruzione, avviati in Nepal dopo il grande terremoto nel 2015, di un Centro di Salute in alta montagna e del reparto di maternità nell’Ospedale di Dhulikhel. L’Associazione ha inoltre sostenuto corsi di formazione per giovani in Afghanistan, e la costruzione di convitti per bambini di strada in India.
Premio Helping Hands 2019
Il Premio Helping Hands 2019 è stato assegnato a Manfred Brandstätter, membro da molti anni del Consiglio Direttivo. L’ex direttore del Servizio di Emergenza dell’Alto Adige è stato già nel 2004 e 2006 in missione in india. Insieme a Toni Pizzecco ha portato il suo aiuto in Etiopia nel 2007. Per due anni ha passato le sue ferie in Burkina Faso, nel quadro di interventi sanitari dell’Associazione. Dal 2014, lo Specialista in Ortopedia e Traumatologia si reca regolarmente in Etiopia, attivo presso l’ambulatorio di chirurgia dell’Ospedale di Attat. Per Manfred Brandstätter il premio è un incentivo a continuare: “Mi piace dare, perché ricevo ben più di quello che ho dato”.
Cosa ci riserva il 2020? E come si preparano i Medici dell’Alto Adige per il Mondo per intervenire in queste nuove condizioni? “Prevediamo un calo delle donazioni” dice Toni Pizzecco “La pandemia ha svuotato i portafogli. Se però la carestia minaccia l’Africa, il nostro impegno laggiù sarà più che mai necessario.”
L’Associazione ha sviluppato per il 2020 vari scenari. I progetti in corso proseguiranno nel miglior modo possibile, nuove proposte saranno invece valutate con particolare attenzione. D’altra parte l’Associazione sa bene chi lo ha sostenuto finora: la popolazione sudtirolese, la Provincia Autonoma di Bolzano, la regione Trentino/Alto Adige, il Comune di Bolzano e la Conferenza Episcopale Italiana. Per questo il Presidente Toni Pizzecco lancia un appello: “L’epidemia ci ha insegnato quanto velocemente il denaro scivola tra le nostre dita e quanto siamo transitori su questa terra. Ciò che rimane, è quello che abbiamo fatto durante la nostra vita.”