"L´unico vero progresso per l´umanitá é il progresso dell´Amore per il Prossimo"
Aldous Huxley
India Calcutta Casa d'ospitalità per bambini abbandonati provenienti dall'ambiente “delle luci rosse

Questo progetto riguarda la costruzione di una casa per bambini di strada, provenienti dall'ambiente “delle luci rosse” di Calcutta.

L'ambito geografico e sociale

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A Calcutta, una città di 20 milioni di abitanti, vivono 6 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà, per lo più in Slums o direttamente sulla strada; 100.000 bambini condividono questa vita, insieme alle loro famiglie, da orfani o semplicemente abbandonati a se stessi.

In base alle statistiche, emerge che circa 10.000 bambini, orfani o abbandonati che siano, riescono a superare più o meno da soli la loro quotidiana lotta per la sopravvivenza. Sopravvivono infatti presso le stazioni ferroviarie o ai bordi delle strade mendicando, raccogliendo rifiuti o stracci, rubando o prostituendosi. Spesso inoltre, vengono venduti per poco denaro ai proprietari di bordelli.

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Prescindendo dalla prostituzione dei bambini, esiste però un altro gruppo straordinariamente vulnerabile e bisognoso di aiuto: quello dei bambini, figli di prostitute, che non solo stanno socialmente ed economicamente ai margini estremi della società, ma a causa della professione delle loro madri sono oltremodo esposti a considerevoli pericoli. Molti di questi bambini nascono già ammalati di sifilide al secondo stadio e soffrono di ulteriori problemi di salute (itterizia, diarrea, scabbia, asma, denutrizione o scarsa alimentazione….). A causa della mancanza di strutture sanitarie all'interno di questi quartieri a “luci rosse”, le condizioni igieniche in cui crescono questi bambini sono per lo più impressionanti.

La morte per Aids rende orfani numerosi bambini;  essi rappresentano sempre più un grave problema. Spesso la lotta per la sopravvivenza costringe questi bambini a prostituirsi a loro volta.

Padre Xavier e i „Missionaries of the Word“ – Inizio del progetto

2.jpg La profonda miseria e le gravi implicazioni psicologiche riscontrate in questi bambini hanno mosso i „Missionaries of the Word“ ad aiutarli.
Padre Xavier aveva operato per molti anni con le „Missionaries of Charity“, l'Ordine di Madre Teresa di Calcutta, all'interno della Casa del commiato di Kaligat.

Lungo la via per recarsi al lavoro si scontrava ogni giorno con la miseria e le difficoltà di donne e bambini, che si prostituivano negli stretti vicoli di Kaligat. A causa del marchio che stigmatizza questo ambiente e queste persone, nessuna struttura, né pubblica, né privata aveva mai offerto loro un sostegno. Padre Xavier decise pertanto di aiutarli.

Per circa tre mesi Padre Xavier operò per guadagnarsi lentamente la fiducia da parte di queste persone; il problema maggiore erano i bambini che per la maggior parte non conoscevano i loro padri mentre erano costretti a trascorrere la loro giornata lontano da qualsiasi tipo di scuola, vagando tra i marciapiedi e il duro ambiente della prostituzione

Nel 1994 Padre Xavier fondò il primo “drop –in” un centro nel quartiere a “luci rosse” di Kaligat , in cui i bambini delle prostitute nonchè i bambini che si prostituivano potevano incontrarsi. Qui i bambini potevano ricevere un pasto caldo, assistenza sociale e morale. Si proseguì offrendo ai bambini anche un'educazione e un'istruzione di base, una grossa sfida in questo luogo in cui regna la mafia locale con tutte le sue conseguenti, numerose problematiche.

3.jpgPer alcuni anni i „Missionaries of the Word“ cercarono di istruire questi bambini per poterli poi iscrivere ad una scuola statale, ma dovettero giungere alla conclusione che fintanto che i bambini venivano lasciati in questo ambiente di violenza e di prostituzione i progressi di apprendimento non potevano che essere minimi. Padre Xavier contattò vari istituti scolastici, idonei per ambito sociale e familiare ma, questi per timore di danneggiare la loro reputazione, respinsero l'ammissione di questi bambini.

Tale circostanza spinse Padre Xavier e i „Missionaries of Charity“ a fondare nel 1998 una propria Ashram (casa) chiamata „New Hope, New Life“. Iniziarono così il loro lavoro a Ramchandrapur, una zona rurale alla periferia meridionale di Calcutta, nota perché zona cristiana. Affittarono un piccolo appezzamento di terreno sul quale venne eretta una casa che ospitava solo bambine , un ricovero piccolo ed estremamente misero, fatto con bambù e con il tetto di lamiera ondulata, in cui trovavano posto anche due o tre bambine in un unico letto. A cinque minuti di cammino la comunità religiosa mise a disposizione gratuitamente un'altra casa, che venne utilizzata per ospitare i maschi , una terza casa infine, viene usata per studiare e per esercitare ulteriori attività quali il cucito, il bricolage, la decorazione di biglietti, la creazione di candele, il lavoro a Batik, il canto, la danza e la musica.

I bambini provengono dalle diverse zone a “luci rosse” e dai diversi quartieri di Calcutta: Kaligat, Kidderpur, Tollygange.

I “Missionaries of the Word” cercano di offrire ai bambini un ambiente naturalmente familiare, lontano da quelli di provenienza, in cui possano ricevere sane basi educative per la loro crescita.(Nel settembre 2003 vi erano ospitati ben 65 bambini , di età compresa tra i 3 e i 16 anni).

I bambini, fino all'inizio dell'anno 2005, vengono iscritti a scuole regolari, (come Loreto Scuola Thakur pukur, Govm. School e Scuola Carmel in Kalopool) dopo aver frequentato le classi preparatorie sotto il controllo di insegnanti qualificati, nominati dagli stessi Missionari.(In aprile 2005 fondazione e avvio della scuola Nalanda fondata da Padre Xavier)

A questo scopo vengono assunti insegnanti che assistono i bambini durante il pomeriggio nei compiti a casa; inoltre insegnano loro musica, canto, Yoga, danza e varie attività artigianali. Numerosi operatori sociali locali curano il vitto e il benessere dei bambini.

Ai bambini, in quanto appartenenti a diverse religioni, non viene data una formazione religiosa specifica, mentre, per aiutarli a diventare dei “buoni cittadini” vengono loro trasmessi valori come l'amore per il prossimo, la solidarietà, la fiducia, l'onestà.

4.jpgI contatti con la famiglia originaria non vengono interrotti, la mamma può venire a trovare il figlio una volta al mese, cosa che per altro non viene quasi mai richiesta.

I Missionari si assumono la responsabilità dei bambini, fino a che, attraverso un loro percorso di formazione, essi siano in grado di affrontare autonomamente la vita.

Progetto dell'Associazione “ Medici dell'Alto Adige per il Terzo Mondo” in collaborazione con i Lions Clubs dell'Alto Adige e con il finanziamento della Regione Trentino Alto Adige.

Il contratto d'affitto della casa che ospitava le ragazze scadeva in aprile 2004, senza alcuna possibilità di proroga, pertanto i „Missionaries of the Word“ hanno acquistato nel settembre 2003 a Ramchandrapur, una zona rurale nella periferia meridionale di Calcutta, con il sostegno dei “Medici dell'Alto Adige per il Terzo Mondo” e con il finanziamento dei Lions Clubs dell'Alto Adige e della Regione Trentino Alto Adige, un appezzamento di terreno di 900mq con 79 mq abitativi, per la fondazione della casa che avrebbe ospitato le bambine.

Considerando che la richiesta per nuovi posti è incredibilmente alta, il progetto venne ampliato.

Situazione del progetto in febbraio 2006

In occasione della loro visita nel febbraio 2006, il Dott. Toni Pizzecco e il Dott. Manfred Brandstätter, rispettivamente presidente e membro del Consiglio d'amministrazione dell'Associazione “Medici dell'Alto Adige per il Terzo Mondo”, hanno potuto constatare un incredibile progresso del progetto “New Life and New Hope” che venne sostenuto per la prima volta nel settembre 2003.

“New Life and New Hope” si occupa nel frattempo di 160 bambini. 160 bambini che sono stati prelevati dalla strada ed ora hanno, sia una casa, sia una buona formazione scolastica.

La casa comprende tre edifici siti in una zona rurale nella periferia meridionale di Calcutta, distanti tra loro solo pochi minuti di cammino.

Edificio 1: si tratta dell'edificio con terreno, acquistato inizialmente dai “Medici dell'Alto Adige per il Terzo Mondo” con il cofinanziamento dei Lions Clubs dell'Alto Adige e della Regione Trentino Alto Adige. Nel frattempo è stato risanato per costruirvi un piano, lo stagno presente sul terreno è stato rimpicciolito e delimitato, è stata eretta una stalla per 2 mucche e 2 bufali e un pollaio per galline che garantiscono sufficiente latte e uova per l'alimentazione dei bambini.

Attualmente in questo edificio dormono 40 bambine di età compresa tra i 3 e i 10 anni . Ma siccome man mano che le bambine cresceranno lo spazio si rivelerà sempre più stretto, Padre Xavier ha iniziato a costruire un secondo edificio di due piani sempre sullo stesso terreno.

Edificio 2: a pochi minuti di cammino dall'edificio delle bambine, i “Missionaries of the Word” hanno costruito, nel corso del 2005, su un appezzamento recintato un grande edificio non ancora definitivamente completato. E' una costruzione di tre piani in cui vengono alloggiate le bambine più grandi (dai 10 anni in su) e i piccoli bimbi nuovi arrivati . Separatamente in una piccola costruzione si trovano le toilettes e le docce. Sul terreno c'è uno stagno delimitato, utilizzato per la pesca e per fare il bagno. Attualmente in questa casa vivono 50 bambini . Le bambine più grandi di giorno frequentano la scuola, mentre i piccoli bambini nuovi arrivati vengono educati per tre mesi alle principali regole di comportamento e alle relazioni sociali, da loro ignorate a causa della loro precedente vita condotta sulla strada. (nuovi bambini vengono accolti solamente nei mesi da dicembre a marzo, perchè il nuovo anno scolastico inizia in aprile) Queste conoscenze di base vengono loro trasmesse tramite personale interno e sono assolutamente indispensabili per la vita nella casa.

L'edificio dev'essere ancora tinteggiato esternamente e anche alcune pareti interne devono essere imbiancate. Anche la mansarda dev'essere ancora ultimata, in quest'ultima è prevista la creazione di un “centro di addestramento” in cui i bambini possano svolgere diverse attività tra cui cucire, ricamare, lavorare la pelle, produrre candele, Batik e ulteriori attività artigianali.( vocational training ) Qui, soprattutto a quei bambini che presentano difficoltà scolastiche, viene offerta la possibilità di acquisire una formazione artigianale. Inoltre i lavori da loro prodotti possono rappresentare una piccola fonte di reddito per la casa.

Edificio 3: sempre a pochi di minuti di cammino dal primo edificio, si trova la casa di tre piani per i maschietti.Quest'ultima è stata messa a disposizione ai “Missionaries of the Word”dall 'Ordine dei Gesuiti. Qui si trova la cucina centrale , nella quale vengono prodotti, anche per i bimbi degli altri due edifici, pasti completi. In questo edificio dove dormono 70 ragazzi , Padre Xavier ha fondato una propria scuola elementare riconosciuta a livello statale.( Nalanda School ) 95 bambini anche degli altri edifici vi frequentano le cinque classi elementari, in cui  insegnano 8 insegnanti assunti regolarmente.Un eventuale livello d'istruzione superiore viene conseguito esternamente.

Visto che anche in questo edificio regna la mancanza di spazio, è stata avviata la costruzione di un ulteriore casa di due piani, che fungerà da edificio scolastico.

Anche qui si trova uno stagno per la pesca e per fare il bagno.

In generale: Padre Xavier è il responsabile, il coordinatore e l'interlocuore del progetto “New Life and New Hope”. Sebbene i 160 bambini siano alloggiati in edifici diversi si tratta sempre e unicamente dello stesso unico progetto.

Lo scopo del progetto è dare ai bambini una casa e attraverso una buona formazione scolastica, comprensiva dell'insegnamento ad un buon livello della lingua inglese, rendere loro possibile un futuro migliore. I bambini ricevono un'alimentazione sana, una regolare assistenza medica e ricevono tutte le vaccinazioni previste per l'età infantile.

Nella Nalanda School sono operativi 8 insegnanti , mentre ulteriori 15 insegnanti a tempo parziale seguono i bambini durante il pomeriggio e il fine settimana nei loro compiti a casa e nelle varie attività extrascolastiche.

Ulteriori 33 persone tra cuochi, operatori sociali e altro personale si preoccupano a rotazione, giorno e notte, del benessere fisico e spirituale dei bambini, curano la casa e il giardino, si occupano dei lavori di pulizia e della lavanderia, confezionano le uniformi etc...

Mete fino al 2009:

I “Missionaries of the Word” si sono posti fino al 2009 i seguenti obiettivi:

  • L'acquisto di circa 7.500 metri quadrati di terreno per uso agricolo, nelle immediate vicinanze della casa.

Per garantire tre pasti al giorno ai 160 bambini e ai dipendenti, è necessaria una grande quantità di generi alimentari, quali frutta e verdura. Attraverso un'automa attività agricola, vi è la possibilità che la casa raggiunga una produzione quasi autosufficiente, almeno riguardo frutta e verdura, mentre i bambini attraverso l'aiuto che possono dare nei lavori agricoli hanno la possibilità di aumentare le loro capacità professionali.

  • La costruzione di un edificio ad un piano sul terreno del secondo edificio, per bambini abbandonati e handicappati nel fisico e nello spirito.

Il terreno intorno al secondo edificio è ampio a sufficienza per potervi erigere un'ulteriore struttura.

Anche se tale struttura non rappresenta al momento una necessità prioritaria, allorquando tutti gli edifici saranno completati e a tutti i 160 bambini sarà garantito il loro mantenimento, è un desiderio di Padre Xavier quello di poter aiutare anche i bambini handicappati.

Grazie di cuore a tutti coloro che contribuiscono ad offrire una casa a questi bambini di strada.

 
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